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giovedì 14 agosto 2014

Ecco Perché Mi Serve Uno Schiavo

Toh, per qualche remoto caso becco una ricetta su internet che mi sembra sfiziosa-e per sfiziosa intendo abbastanza stuzzicante da convincermi a cucinare seriamente invece di limitarmi, diciamo, ai soliti ceci, fagioli, tonno, aglio, cipolla e barrette Hero Muesly somministrati in un'unica soluzione "perché il dolce smorza il salato". Il nome suona romantico e anche antipaticamente allitterato, ma nonostante questo mi attrae in maniera irresistibile:

RISO ALLE ROSE.

Io, che al momento possiedo (1) una crema per il viso alle rose, (2) un tonico per il viso alle rose, nonché (3) una crema per le mani alle rose, a questo punto non posso ignorare la voce dell'ossessione maniacal-compulsiva che mi incita anche a mangiarmele (magari mentre, dopo essermi avidamente cosparsa di crema e tonico alle rose, contemplo soddisfatta l'opera psicopatica delle mie cancellature a pennarello su vari poster di rose senza disdegnare l'idea, concluso il banchetto, di scagliarvi contro qualche freccetta e, perché no, formare piccoli messaggi minacciosi con le lettere ritagliate da un quotidiano).


E così, cedo.

Il risultato è una specie di grumo insapore condito da un mosto di petali che non mi convince, così decido di arricchire la ricetta aggiungendo un soffritto a base di burro e cipolla (a questo lampo di genio non avevi pensato, eh, donnina maestrina della videoricettina!?). Credo che se il soffritto fosse venuto bene avrei risolto tutti i miei problemi, ma c'è una remota possibilità che, presa da un'importantissima conversazione su Facebook, lo abbia un tantino lasciato appassire più del dovuto. Almeno credo, visto che quando faccio ritorno al fornello, la cipolla ha l'aspetto vago e indistinto di una medusa stecchita. Al che non drammatizzo e decido di ricorrere al vecchio trucco di Nonno Camion-Driver, ovvero aggiungere aglio, sempre, comunque e ovunque tranne che sul gelato. Ne trito meticolosamente uno e lo amalgamo al grumo, che adesso mi fissa con aria pietosa.


Ok, dovrei avere risolto tutto. Inizio il banchetto con la consueta nausea che si manifesta abitualmente quando mangio qualcosa che ho fatto io, ma che altrettanto abitualmente soppianto con impeti ottimistici e deleteri, basati su presunte doti di improvvisazione culinaria che evidentemente NON POSSEGGO. E infatti non sono ancora contenta, così afferro in extremis il tubo della maionese e ci strizzo sopra un bel serpentone, ottenendo un composto abbastanza mangiabile e anche vagamente appetitoso (nonostante i petali di rosa macerati nel Tavernello siano la cosa più amara e nauseabonda che abbia mai provato). Infine, avendo ormai annientato il più timido rimasuglio di poesia, mi abbandono completamente al grezzume acchiappando il vasetto del pesto Barilla-ovvero la cosa più lontana dal pesto che creatura umana possa concepire-e distribuendolo sull'amalgama in quantità più che generose per poi scoprire, subito dopo, che si tratta di un pesto esageratamente salato. Tuttavia, ho ottenuto una gradazione di verde che prima di oggi ero riuscita a intravedere solo in una puntata di X-Files.

In pochi minuti sono riuscita a provare ben cinque piatti diversi e ben cinque gradazioni di gusto, ho cambiato il colore del riso da grigio a verde e ho anche fatto un climax ascendente.

INDICE DEI PIATTI CREATI:
1) Risotto delicato alle rose;
2) Risotto un po' meno delicato alle rose, con delicatissime cipolle;
3) Risotto equilibrato alle rose, con aglio e delicatissime cipolle;
4) Risotto deciso alle rose, con aglio, maionese e delicatissime cipolle;
5) Risotto eccessivamente salato alle rose, con aglio, maionese, delicatissime cipolle e pesto Barilla verde fosforescente.

Signore e Signori,
... Las Tapas Riso Grigio Edition.

[Ecco perché mi serve uno schiavo. Ho assoluta necessità di qualcuno che mi cucini amabili manicaretti e poi lavi le stoviglie mentre io simposieggio sul mio trono-divano.

REQUISITI: silenzioso e schivo; aggraziato, cortese, delicato, ponderato, raffinato, puntuale e in kimono.
Presentare domanda al 666 di Oxford Street. No perditempo; no donne cinesi travestite da uomo e smaniose di compiere gesta eroiche come pulire la mia cucina allo scopo di recuperare l'onore della famiglia Fa. Glazie.]

XOXO,
CLAIRE

lunedì 21 luglio 2014

Clairely Monday: Il Dilemma dello Sfondo

Bene. In questo momento sto utilizzando uno sfondo per il blog che consiste in un mucchio di spermatozoi illuminati al neon che nuotano verso destra. Ho trovato il tutto alquanto divertente fino a qualche minuto fa, e cioè dopo essermi improvvisamente ricordata di aver pubblicato foto di me nuda un poco più in basso di qua. A fronte di ciò, ritengo che se al momento non state ammirando la versione fosforescente di un branco di proto-marmocchi a fianco delle mie eleganti chiappe, lo dobbiate in particolar modo a lui:

e a lui:

Quando trovi carino un branco di spermatozoi e al contempo detesti qualsiasi futura ipotesi di procreazione, gli omini verdi che di solito sollazzano nel microcosmo del tuo cranio rammentano improvvisamente di avere un lavoro. Così ti avvertono che qualcosa non funge, mediante la voce della tua coscienza che, in questo specifico caso, è Enzo Miccio*. Questa è soltanto una delle contraddizioni che emergono quando una certa blogger (io) è all'affannosa ricerca di un'immagine che si amalgami perfettamente ai contenuti visivi di un certo blog (il mio) senza smorzarne il consueto spirito ardimentoso (yeah). Contraddizione che infine degenera, innescando un momento in cui il dilemma dello sfondo si estende all'intera esistenza: Perché io odio il parmigiano sulla pasta, ma da solo mi piace, a patto che sia grattugiato fine fine. E lo mangio con un cucchiaio come fanno le nonne col semolino, e non c'è altra maniera in cui potrei mangiarlo perché se lo mangiassi a scaglie non avrebbe lo stesso sapore che ha da grattugiato. Allo stesso modo il mondo è fatto di paradossi, di gente che ama grattugiarsi le terga senza alcuno scopo riproduttivo, di gente che grattugia il parmigiano per poi non metterlo sulla pasta, di gente a cui piace qualcosa o qualcuno che poi si rivela non essere adatto a lei rimanendo un pelino intimorita dall'eventualità di rivivere la stessa delusione.

Ho grattugiato via lo sfondo perché stonava con le mie chiappe. Mi dispiace, però, e casualmente sono quasi le stesse parole che ho detto al mio ex dopo aver rotto. A seguito di un lungo e sentito travaglio, mi sono rassegnata all'unico motivo fiorito che non ricordasse il giardino della Fata Turchina, ovvero quello che vedete ai lati di questa pagina e che fra un mese potreste non vedere più perché avrò cambiato di nuovo idea e sarò nuovamente alla ricerca dello sfondo perfetto. Forse scegliere uno sfondo è un po' come scegliersi un uomo.

Forse per ora va bene così.

P.S.: Se state vedendo falli ovunque, probabilmente mi sono data al porno. Se invece vedete fiori e culi non preoccupatevi: è tutto normale.

*REBUS (3, 4)

Il primo che indovina vince un Plimmer!







xoxo,

Claire <3

martedì 10 giugno 2014

Il Pianto è Umano, la Freddezza è Divina


2014 Roberto RotoBianca Alinghieri
Mentre mangiavo i popcorn, sono arrivata a tre importanti conclusioni:

1) Dio, come i rettili, è una creatura a sangue freddo; 
2)Se fossi un uomo vorrei decisamente andare a letto con me e con una ventina di mie colleghe; 
3) Voglio un gufo.

Allontanandoci un attimo dalle ultime due (su cui tornerò più tardi), a voi è mai capitato di ascoltare conversazioni a sfondo religioso? A me è successo una volta, mentre viaggiavo in treno. Due signori, il primo con l'evidenziatore giallo incollato al libro di Papa Francesco, e il secondo armato della voglia di chiacchierare tipica di chi prospera su questa Terra senza sapere bene il perché. Una conversazione al principio normale, classico pippone noioso da treno in cui quello vecchio si lamenta del tempo o di cose tipo la micosi ungueale, quell'altro ancora più vecchio si lamenta a sua volta di qualche callo, e così via fino a raggiungere un'insoddisfatta quiete reciproca. Ma ecco che il primo tipo menziona accidentalmente IL NOSTRO SIGNORE IDDIO. E allora quell'altro commenta mah, io al Signore un ci credo più in questo mondo ignobile, se fosse così bono un morirebbe mai nessuno e il tipo ribatte qualcosa come è perché non tu c'hai la Fede! Chi c'ha la Fede è immortale!, allora l'altro gli fa si more ma tutti, e dove si va un lo sapete neanche voi che siete tutti fissati con codesto Papa Francesco!, così il tipo si offende cercando appoggio in me che, ovviamente, fingo di russare rumorosamente. Quella volta è andata più o meno così.
Nessuno dei due aveva ragione. In realtà io credo che il vero Dio, e cioè quell'insieme storico di eventi e situazioni che ci ha evacuati e che ammanta l'esistenza, sia un essere neutro, freddo, e privo di qualsiasi inclinazione al bene o al male. Non vedo Dio come qualcosa di buono o cattivo, bensì come una forza equilibrata e in contrasto con sé stessa. Penso che questa sia, in un certo qual modo, una conseguenza fica del libero arbitrio: abbiamo la piena facoltà di scegliere da che parte stare, ragion per cui possiamo decidere quale lato di Dio vedere, se quello mostruoso o quello incantevole. E' una nostra scelta, se considerare di più il torbido o il limpido. Possiamo persino, a nostra volta, essere dei: creare storie, fotografie o altri mostruosi bipedi infestanti. Possiamo essere freddi e distaccati, o viceversa appassionati e coinvolti, così come decidiamo di stare al sole o all'ombra. L'emozione è roba umana: nasce dal contatto e libera quantità industriali di muco. Io non verserei mai del serio muco per la morte di qualcuno che non conosco, ad esempio. Se morisse il mio cane, invece, mi reciderei simbolicamente le arterie. Pensandoci bene, capisco anche Gesù. Scende in terra coi più divini intenti e si ritrova ammorbato da una bella meretrice. Lo dico agitando il mio dito ignorante, come i due signori mi hanno ben insegnato a fare. Come in tutte le cose incluso il classico caso del bicchier d'acqua, se ti avvicini troppo rischi di perdertici dentro.

Tornando ai punti 2) e 3), anche l'uomo che è in me apprezzerebbe un gufo domestico.
Oppure un bellissimo, corposo serpente.
No, aspetta: forse un uomo non lo apprezzerebbe, un corposo serpente.

PS: Mi hanno chiesto di approfondire ulteriormente il punto 2), per cui sottolineo: non è colpa mia se tutte le volte che accedo alla home di Facebook vengo invasa da molteplici rappresentazioni fotografiche di gnocca. Alla fine una, anche se è etero, due pensieri se li fa.

xoxo

lunedì 26 maggio 2014

Clairely Monday: Popcorn Caldi e Pustole del Buongiorno

Il mattino ha l'oro in bocca, a meno che non abbiate fatto baldoria la notte prima: in quel caso potrebbe avere una malattia oro-genitale.


Buongiorno. Mi leggi? Sto parlando con te. Sì, con te che mi stai leggendo con quella faccia da Furby accoppato e scarico. Con quelle borse mi sembri uno Shar Pei nell'ultimo giorno della sua vita e se al momento non fossi occupata a immaginare popcorn caldi mi verrebbe voglia di sopprimerti. Dobbiamo fare qualcosa, non puoi andare in giro così. Ma soprattutto: Chi sei? Dove sei? Cosa caspita devi fare? Quanto ritardo hai maturato dormendo fino a quest'ora, e dove diavolo devi andare, messo che sia un luogo diverso da quello indicato con veemenza da tua madre? Il tuo modo di grattarti lascia presagire l'urgente bisogno di un candeggio in acqua e cloro, mentre gli enzimi della tua saliva hanno tutta l'aria di aver passato la notte cercando di tramutarsi in penicillina. Il quadro è tragico, come vedi. E in tutto ciò, tu hai solo voglia di popcorn. A dire la verità, pure io. Li facciamofacciamofacciamofacciamofafafafafafaaaaaaaa [...]   

Diretto esempio di come i popcorn caldi mandino in tilt le rimostranze mattutine della mia coscienza. L'unico aspetto controproducente è che non possono placare l'ira di tutti quelli che vi stavano aspettando in quel famoso posto dove dovevate andare. A quel punto, vi basterà seguire le precedenti indicazioni di vostra madre.

Come inizia la vostra settimana? Male, peggio o ancora peggio? In caso voleste compiere gesti di autoaffermazione quali il suicidio o l'accartocciamento di una parte del vostro corpo vi sconsiglio caldamente la linea Pistoia-Firenze: anche nel caso mi mandassero al diavolo, dovrei prendere quella uguale.

domenica 25 maggio 2014

Gonfiori Elettorali e Accidentale Menzione della Cacca

Oggi è il 25 di maggio, ed io mi sento gonfia di quel finto senso di potere che assurge in ogni qualsiasi elezione o votazione del più bel manichino d'Italia, sommandosi alle consuete smanie di conquista e costringendomi a scrivere questo breve post. Se il mondo fosse un'infinita distesa di culi, votare alle elezioni sarebbe un po' come assumere una supposta omeopatica, di quelle che lasciano sempre spazio al dubbio che avresti evacuato comunque e a prescindere dal fatto di averne (faticosamente) inglobata una. Didietrologie a parte, è sempre bello avere l'impressione di poter decidere, un po' come quando scrivi un post proponendoti di non nominare la cacca e accidentalmente finisci col nominarla proprio mentre accenni a questo tuo proposito. E non sarebbe una vergogna non andare a votare, vivere am Rand der Gesellschaft, infischiarsene altamente del proprio Paese? Non so al vostro, ma oggi pomeriggio (dato delle 14.00) l'affluenza al mio seggio era del 16%. 

Dove sono andati tutti?! 
A vergognarsi in qualche luogo triste e sperduto?! A vendere droga?! A fare porcherie con qualche malcapitata gallina?!

E' una vecchia storia, che idealmente si svolge così: 
<chi vota decide, chi non vota ci sta>
ma che, in linea pratica, finisce così:
<chi vota decide (di incendiare l'ano a chiunque non voti)>

Benché non faccia parte di quella risma di ossessionati per i quali politica ed elevazione umana stringono un rapporto di diretta proporzionalità, mi sento sempre obbligata a votare per una qualche sorta di rivendicazione del mio potere decisionale. Ciò non significa che debba necessariamente interessarmi a quello che succede in giro: il fatto che io lo faccia, e neanche tanto approfonditamente, è un optional che regalo alla mia coscienza. Ma, come tu hai un pene ed io una vagina, può anche succedere che io non abbia una coscienza e tu invece sì, e che io, in virtù di ciò, decida di non votare un bel niente fino alla fine dei miei giorni, se proprio mi va. La democrazia prevede anche di fare scelte poco democratiche, oppure di votare qualcuno semplicemente perché è garrulo, e il giorno in cui in Italia ci sarà abbastanza gente garrula da rendere nulle le urne vedrete l'ascesa di una nuova, gloriosa e feconda dittatura: la mia.

Vi lascio con questo magnifico ritratto di Papa Innocenzo X. 
Uno dei vantaggi della dittatura è che non dovrete votarmi. Roarrrrrrr









venerdì 17 gennaio 2014

La Vita è un Romanzo

E’ quello che ho sempre pensato, ed è per questo che amo scrivere: mettere per iscritto qualcosa ha come il potere di suggellarlo. 
Non mi è mai capitato di usarne una, ma avete presente il suono “DIN” delle macchine per scrivere, quello del punto e a capo? Ecco. Scrivere qualcosa rende quella cosa piuttosto “DIN”, non credete? Io credo sia semplicemente arrivata l'ora di scrivere qualcosa. Qualcosa di me, tanto per iniziare. 

Se ancora non lo sapeste, mi chiamo Chiara. DIN.

Sono una blogger, una cantante (a tempo perso), una modella (sottopagata), una traduttrice, un'aspirante scrittrice, una saltuaria disegnatrice, e anche una Beatrice-il che non ha granché senso, ma fa rima. DIN.

Sono pure una studentessa, anche se molto presto non lo sarò più. DIN.

Adesso lavoro come modella, ma sono stata esteticamente rivoltante fino all’età di diciassette anni. DIN.

Una volta sciolti i capelli e conseguito un aspetto degno di qualcosa di abbastanza sano, i ragazzi che al liceo deridevano i miei folti baffi ossigenati sono improvvisamente mutati in creature eteree, amichevoli e gentili. DIN.

Ho frequentato vari esemplari di maschio orrendo, per poi concludere che forse esisteva qualcosa di più piacevole alla vista e con cui, divina clemenza, non mi sarei vergognata a farmi vedere in giro. DIN.

Ho frequentato altrettanti esemplari di maschio (interiormente) orrendo, per poi concludere che forse sarei stata bene da sola, e che lo status di “single”, come dimostrato da una famosa serie televisiva, era molto più figo rispetto a "impegnata in una valle di lacrime di frustrazione". DIN.

Avevo appena incominciato a stare bene da sola, quando ho incontrato Fidanzato, e insieme a lui un mieloso,  appiccicosissimo marziano verde di nome Amore, mai visto prima di allora. DIN

Lo avevo sempre scambiato per il fratello, Mega-Pattumierone a Pedali con Traino (sono difficili da distinguere, una volta che ci fai caso). DIN.

Fidanzato è un ballerino/letterato/pallanuotista di notevole stazza e avvenenza. DIN.

Trattandosi di un esemplare estremamente raro in versione etero, in questo momento mi sento autorizzata a vantarmene. DIN 

Ciò non significa che siate tutti racchie zitelle o invidiosi psicopatici. DIN

Solo in parte, magari. DIN

Nonostante questo, mi ritengo piuttosto simpatica. DIN.

Talmente simpatica che in preda a un raptus maniacale ho mollato Fidanzato e adesso sono di nuovo triglia single. DIN.

Quando capito in gruppi di sconosciuti mi diverto a fingere di essere inglese, è un po' come origliare. DIN.

Una volta, a scuola, mi sono fotocopiata la faccia e ho creduto di avere le zampe di gallina come mia nonna. DIN.

Da piccola mi chiedevo come mai Barbie non avesse i capezzoli e l'altra cosetta là in mezzo. DIN.

In realtà, se stessi scrivendo con una vera macchina da scrivere non andrei a capo tutte queste volte, ma ammetto che è tutto molto divertente. DIN.

venerdì 20 dicembre 2013

I 6 Paraculi Più Popolari

Ricordate la terrificante punizione impartita al very english Harry Potter nel corso di uno dei capitoli della saga?

Posto che scrivere su un foglio di carta e ritrovarsi con un'incisione sanguinante sul dorso della mano non sia la più incantevole delle esperienze, alcuni dei bugiardi che sto per elencarvi dovrebbero ASSOLUTAMENTE sperimentarla. Un dolore lancinante può avere sorprendenti proprietà inibitorie-salvo il caso di Elaine Davidson-e anche se non è molto, si può pur sempre sperare che questo impedisca a qualcuno di dire una cosa del tipo:
"Ma certo che ti amerei lo stesso anche se fossi povero e senza denti!"
senza esserne minimamente convinto.



In questo post ho individuato alcune tipologie di paraculo in cui, probabilmente, vi imbatterete nel corso del vostro soggiorno su questo enorme mappamondo inquinato et  maleodorante.

Anzitutto, facciamo un PRE-distinguo.

Quando si parla di contafrottole, ci si riferisce sostanzialmente a due categorie:
1) Il bugiardo classico*;
2) Il bugiardo ottuso. 
La differenza principale sta nel fatto che, mentre il primo può anche permettersi, ogni tanto, di cedere al fascino del male e smerciare baggianate per salvare il fondo schiena dalla gogna, IL SECONDO dovrebbe accuratamente evitare di farlo-anche se mosso da principi caritatevoli quali evitare che il culo di un tizio esploda.
                                                                     [BOOM]
Il motivo per cui costui dovrebbe tenersi a freno è che, ahimè, verrebbe scoperto comunque.
Sì, perché non sia mai che pensiate che tutti i paraculi possano permettersi di dire menzogne. Anzi: vuoi per lo scarso allenamento cerebrale di alcuni, vuoi per le inesistenti attitudini alla recitazione di altri, ai "bugiardi ottusi" va sempre tutto a puttane. Alcuni di loro (i più fortunati) neppure avvertono l'instabilità strutturale delle proprie bugie. Quelli che invece se ne avvedono, sono costretti a praticare uno sport che consiste nel rinforzare la precarietà della loro menzogna per mezzo di altre menzogne (solitamente molto suggestive, ma prive di quel mostro a tre teste chiamato verosimiglianza). Nonostante questo, il free climbing su vari tipi di specchi è misteriosamente in auge sin dall'alba dei tempi, quando il primo cliente della prima prostituta, colto in flagrante dalla legittima consorte, esclamò: "Oddio, che svista. Pensavo fossi tu".

Il desiderio di interrompere questa tradizione, come dimostrano le sei categorie sottostanti, è vivo quanto un topo dentro a un crotalo diamantino.

Almeno possiamo consolarci con il fatto che, per ogni frottola che ce la fa in barba, ce ne saranno, come minimo, altre due o tre che riusciremo a riconoscere e ad etichettare con il marchio della vergogna.

Tipo1• IL RITARDATARIO                          
Gestisce una vastissima gamma di bugie funzionali  alla giustificazione dei propri ritardi a lavoro, in famiglia, ovunque.
Al bugiardo ritardatario capitano spesso guasti alla macchina e sfortunate coincidenze quali: Temporali, che sopraggiungono al momento stesso in cui esce di casa; Ricoveri ospedalieri d'urgenza, poi misteriosamente risolti da un "non era niente" o da un suo derivato; La morte di un pappagallo domestico di cui nessuno aveva mai saputo nulla in precedenza; e così via.
Il suo difetto principale? Dire ogni bugia come se fosse l'ultima. Come se il ritardo, perenne e ostinato, non fosse l'unica cosa in cui è puntuale.
La versione ottusa di questa tipologia di paraculo è spesso bloccata in fila al supermercato il 25 dicembre, o comunque in occasione di tutte le festività in cui i supermercati sono chiusi.
Tipo2• IL LAZZARONE                                
Lui non ne ha voglia, è già tanto se se la inventa, una scusa.
Ci sono cose ben più importanti da fare, al mondo, che lavare mutande e uscire di casa per sbrigare inutili commissioni.
In un certo senso, lo si può capire: la vita spesso tende a trasformarsi in un'orrida routine fatta di obblighi e doveri. Se non si sta attenti, si viene intrappolati in una sorta di ciclo dell'acqua noiosissimo e ammorbante, in cui l'incubo peggiore è essere sballottati tra cielo e terra senza mai potersi godere una puntata dei Simpson. Il Lazzarone, angelo caduto, ne è miracolosamente uscito. Da allora, egli non sa più rinunciare ai piaceri della playstat vita, ed ha furbescamente espanso la propria immaginazione verso una realtà parallela, in cui svariati ostacoli lo trattengono dal portare a termine qualcosa.
I più sputtanati? Quelli con meno immaginazione.
Tipo3• IL FEDIFRAGO                                 
Questa categoria, più diffusa di quanto si pensi, non riesce a trattenersi dal fare il giochino del wurstel nella pignatta con almeno un'altra persona scelta a caso fra quelle che gli si pareranno davanti nel corso della vostra magnifica relazione. Per dirla in termini bancari, il Fedifrago è un correntista previdente: accumula amanti che, un giorno, frutteranno figli illegittimi e malattie veneree.**
Tipo4• IL FALSARIO                                    
Vive su internet, ove il suo scopo primario è quello di diffondere un’immagine della propria persona il più inautentica e distorta possibile.
Non particolarmente noto per l’avvenenza, è alto “un metro e settanta”, ha enormi iridi azzurro neon che migrano allegramente su e giù a ogni battito di palpebra, e alla prima ombra di dubbio riguardo le sue foto sfocate, tirerà in ballo il suo amore per Cézanne.
Tipo5• IL VANAGLORIOSO                           
Sì. Perché prima o poi incontrerete qualcuno che tenterà di accalappiarsi la vostra ammirazione millantando imprese sensazionali e trofei sportivi inesistenti. Non importa quanto siate bravi nel vostro lavoro, in cucina, o a strimpellare Beethoven col violino: ci sarà sempre qualcosa di più interessante, coinvolgente, formativo ecc ecc, che lui avrà fatto prima e meglio di voi. L'unica attività rimasta in cui eccellere è fare la cacca, ma prima o poi, credeteci, si fregherà pure quella.
Tipo6• LA DOLOMITE                                 
Complice un fegato particolarmente friabile, questo esemplare di paraculo è soggetto a fenomeni di intensa erosione interna.
Così come lo shampoo secco Fructis di Garnier maschera l'unto dei vostri capelli, la Dolomite è solita dissimulare la propria auto-erosione manifestando falsa benevolenza nei confronti dei soggetti che più detesta.
Nemmeno la più atroce delle offese può risultare troppo anomala se posizionata in poppa a una vela di Hello Kitty: Forte di questa convinzione, la  Dolomite esibisce i denti cariati di fronte a chiunque mostri abbastanza talento, o avvenenza, da minacciare l'equilibrio della sua (sanissima) mens; poi, con la stessa pacata nonchalance di chi sta imburrando una tartina, si mette a frustar fendenti. Finalizzati, come sempre, a sbudellare il soggetto odiato. Perché Belèn è fighissima, ma la sua mascella è vistosamente maschile. A parte questo e qualche piccolo dubbio sulla sua sessualità, però, è stupenda. Come tutte le altre escort. Anzi, ogni volta che si vedono in tv o per strada non si può fare a meno di pensare: "ma come faranno ad appiccicarsi tutto quel trucco sulla faccia ogni sera?"e si avrebbe voglia di scendere a complimentarsi con loro. LOVELOVELOVELOVELOVE ecc ecc. <3

*Lo so, fa molto "Dolce & Gabbana Parfums", ma si riferisce alla razza di bugiardo più scaltra. Quella dotata di sinapsi ottimamente stimolate, le cui bugie sono progettate con la stessa cura e minuzia di un aeroplanino Supermodel. Pensate che l'aggettivo "classico" alluda non troppo velatamente alla mia concezione ottimistica del mondo, riguardante un numero di persone intelligenti maggiore rispetto a quello di persone ottuse?
Avete ragione.
Io però, quando non ho lemiecose, sono una persona estremamente fiduciosa. Se siete arrivati fino a questo punto, lo sarete sicuramente anche voi.

**Il nostro Istituto garantisce efficaci opere di salvaguardia della salute tramite strumenti  affidabili e sicuri. La tecnologia d'avanguardia utilizzata dagli esperti del nostro entourage assicura un decesso lieto e immediato a chiunque intenda usufruirne per sé stesso o in favore di terzi. Il nostro Reparto Malattie Veneree si prende cura del paziente dal primo all'ultimo momento, regalando esperienze uniche e irripetibili come il trucco pre-morte e l'avvelenamento da muffa. Disponibile per voi entro dicembre il nuovo set "Tortura Medievale", completo di gogna, frusta e gabbia sospesa, scontato al 50% dal prezzo di listino.
Per maggiori informazioni e preventivi rivolgersi alla nostra equipe prenotando una visita gratuita sul sito
www.IstitutoperlaDiffusionedelleTecnichediMorte.org
Avviso a cura di IDITEM-Istituto per la Diffusione delle Tecniche di Morte
Via delle Fiaccole 30, 5000100 Oxford.



E voi, che tipo di paraculo siete? In quali e in quanti di loro avete sbattuto il mignolo?
Comunicatemelo qua sotto! Oppure mandatemi un bonifico bancario, scegliete voi.
IT78H07566662090008007$379
Vostra affezionata,
Claire 

domenica 1 dicembre 2013

CHIARimenti (e Cambiamenti)

Claire non è Chiara. Sono due entità distinte. Questa sezione è sua. Chiara è la Regina e si occupa dei racconti. Io sono la Segretaria e faccio quello che mi pare. Ecco, siamo in tre. Fine dei CHIARimenti.

Passiamo ai Cambiamenti:
Avrete sicuramente notato la nuova grafica del blog e, diciamo, quelle quattro o cinque finestrelle in più sotto alla striscia con su il mio faccione. Bene, la prima è soltanto per fingere che questo sia un sito serio.
La seconda è una scusa vagamente dozzinale per parlare di  [CENSURA], di [CENSURA] e di [CENSURA]. In poche parole, d'amore. Ma anche di tutto il resto: cadaveri, dinosauri, la vita di tutti i giorni, Kurt Cobain che risorge e inizia a installare parabole sui tetti...
La terza è lì perché non è giusto che a questo mondo si parli soltanto di [CENSURA]. Perché non basta solo parlarne, se ne deve anche raccontare.

La quarta, invece, è lì perché sono fica*. Pure quando imito inconsapevolmente questa tipa qui:



...che, a sua volta, sta inconsapevolmente imitando quest'altra tipa qui.

La quinta...che ve lo dico a fare? Farsi pubblicità sul proprio blog è talmente cheap che non potevo assolutamente tralasciare. Quando si tratta di farsi pubblicità io, Segretaria, sono un vero asso del marketing. Infatti, ho compreso appieno il significato di "gadget" e di "lettori fissi" dopo soltanto sette/otto mesi dal giorno in cui ho iniziato 'sta roba. Applauso a me, e non dimenticatevi di unirvi al mio blog!

*Quando dico che lo sono, intendo dire che lo siamo, ma il pluralis maiestatis viene spesso erroneamente frainteso e quindi non lo uso-usiamo. Un po' come Dio, che qualcuno dice sia una trina al maschile e nonostante questo, con noi tre parla sempre al singolare.

Con immenso affetto e dedizione,

La Segretaria.

lunedì 18 novembre 2013

Clairely Monday

E come ogni settimana a partire da quando sono state inventate le settimane, anche questo lunedì è arrivato.

Le previsioni meteo dicono pioggia più o meno ovunque; questo, probabilmente, darà un sostanzioso contributo in materie prime agli omini invisibili che, là sotto, stanno edificando i miei testicoli.
Sì, perché il lunedì è il giorno in cui, pur di avvertire il meno possibile la morsa delle incombenze settimanali, mi trucco a letto e faccio colazione a letto. Se esistesse un modo per non bagnare le coperte e contemporaneamente non morire tenendo acceso lo scaldasonno, il lunedì mattina mi laverei a letto. Odio talmente il lunedì che quando arriva il momento di discendere dal capezzale per fare qualcosa di diverso dal lavorare, mi porto dietro il cuscino e, in sporadici casi di ostinazione, pure la coperta. Dio non può scatenare la pioggia in un giorno simile, se veramente mi ama. Se proprio dovesse farlo, almeno potrebbe mandare qualcuno a prepararmi la colazione. Uno qualsiasi, che ne so, un aspirante schiavo, una scimmia girovaga. Orlando Bloom.
Credo che fare colazione con qualche crepe fatta da Orlando Bloom potrebbe significativamente migliorare la mia percezione del lunedì. Anche vincere una somma al gratta e vinci senza averci giocato, però. Ora che ci penso, io credo nella teoria della compensazione. Quindi, Dio, che aspetti a far piovere?

mercoledì 13 novembre 2013

martedì 24 settembre 2013

Esibizionismo Sessuale: La Mia Esperienza e Riflessioni

Chi mi segue su Facebook lo sa: sabato scorso mi sono trovata davanti agli occhi il disgustoso fallo di un pervertito. Non è per lui che sto scrivendo questo post, ma per tutti coloro che rischiano di trovarsi in situazioni simili senza sapere come comportarsi. Ne parlo perché, nonostante nemmeno io sapessi esattamente che fare, ero perfettamente conscia di quello che, invece, non dovevo fare.
Ne parlo perché non pensiate che fatti del genere siano prerogativa esclusiva delle belle donne, che seppur vessate da ammiratori cafoni, insistenti, ripugnanti e via dicendo, sono vittime di potenziali molestie tanto quanto il più orrendo clone di Anghela Merkel.
Per chi si comporta in questo modo, infatti, l'aspetto fisico è rilevante quanto mangiare un pistacchio al posto di una nocciolina, e spesso si commette l'errore di accomunare atti di vera e propria perversione agli approcci fastidiosi, ma fondamentalmente innocui di un semplice maleducato.

E' andata così: ho preso il treno delle diciannove, assorta tra messaggi di chat e piani vari per la serata. Ho deliberatamente ignorato quel ragazzo che, fissandomi, si era seduto dall'altra parte della fila: essendo una strafic una bella ragazza, mi capita spesso di essere guardata. Quella sera ero in uno stato d'animo di particolare indifferenza, e con ogni probabilità è stato questo a incoraggiare il maniaco che, ponendomi domande prese a caso dalla lista dei "Tanto per Domandare", ha approfittato del fatto che avessi spostato la borsa per sedersi direttamente al mio fianco. Sono rimasta impassibile, per me si trattava del solito ragazzetto con la bava alla bocca.
Alla fermata successiva, dopo lo svuotamento del vagone, il bavoso si è alzato e ha voluto porre alla mia attenzione il suo rivoltante membro violaceo. Non riuscendo a nascondere la mia irritazione sono corsa a chiamare il capotreno, denunciando ad alta voce ciò che mi era accaduto e mettendolo in ridicolo di fronte ai passeggeri appena saliti. Il bavoso è malauguratamente riuscito a fuggire.

Premettendo che quando l'ho raccontata l'ho buttata sul ridere, sappiate che il tizio con il quale ho avuto a che fare potrebbe tranquillamente essere affetto dalla parafilia conosciuta come esibizionismo.

Si tratta di un disturbo mentale che si manifesta soprattutto in soggetti giovani, che provano piacere mostrando i propri genitali a sconosciuti non consenzienti. Lo scopo di tale atto è provocare un disagio importante, ed è tale disagio ad innescare un piacere tanto più appagante quanto più sconvolta è la vittima. Qualsiasi episodio di violenza nei confronti di una donna, dal meno scioccante allo stupro, è dettato da meccanismi del tutto simili: uomini che si compiacciono della paura e della sottomissione, uomini che vogliono annullare le donne per godere del fatto di averle umiliate.

Si parla spesso di "corsi di autodifesa per donne", ma non siamo in Charlie's Angels, e a meno che "autodifesa" non significhi "superpoteri", ritengo la cosa abbastanza inutile. Ciò che è veramente utile in questi casi, è avere un atteggiamento che non permetta a questa feccia di trarre piacere dal proprio disagio.
Ostentare sicurezza, è il mio consiglio. Mantenere la calma e, se non vi si riesce, spazientirsi piuttosto che farsi vedere impaurite.

Questo ho cercato di fare, e lo stesso raccomando a voi.

Fatemi sapere che cosa ne pensate.

Vostra affezionata,
Claire




 

lunedì 2 settembre 2013

SHE'S BACK

Ph: Matteo Innocenti
Per l'intera gallery CLICCA QUI
oppure visita il sito http://matteoinnocentiphotography.zenfolio.com/

Fra una cosa e un’altra, in effetti, non è mai veramente stata qua, Ma ha detto che si sforzerà di aggiornare blog e fanpage a scadenze regolari. Il che suona ancora piuttosto vago, ma è pur sempre meglio di niente.

Comunque, se ve lo state chiedendo, io sono la Segretaria.
Sì, perché una Regina non ringrazierebbe mai i suoi sudditi tramite schiere di cuoricini come si dà il caso che io stia per fare.
Una Regina fa cose tipo sorridere, ricamare, scrivere post sconclusionati, emettere leggi sanguinarie, interpretare ruoli all’interno delle storie di un blog.
Figuriamoci se dedicherebbe due righe a una manciata di fan*, magari così imprudenti da farsi più di un bagno all’anno e, probabilmente, anche convinti che non siamo più nel diciottesimo secolo e che mosche e pidocchi non si uccidano a morsi bensì spruzzandoci qualcosa sopra.

Giusto per chiarire, che io non sono lei. Io sono soltanto la Segretaria, e questo significa che mi è permesso dimostrare affetto anche nei confronti di soggetti che non siano cani o cavalli. Perciò:

*Qualora non fossi ancora un fan, fa' finta di niente e clicca "mi piace" qui https://www.facebook.com/ChiaramenteFittizio?ref=hl
Non dimenticate di diventare fan di Matteo che, oltre a essere un figo**, è anche un ottimo fotografo:
www.facebook.com/matteoinnocentiphotography

La Segretaria.


**Caro Fidanzato,

a parte che 'sta cosa l'ha scritta la Segretaria e non io.

In secondo luogo vorrei ricordarti che nella Scala Claire il Figo sta sotto al Figone, e che in ogni caso tu ti trovi al di sopra dei Figoni, non so ancora in quale denominazione tassonomica fatta di prefissi come "stra", "mega", "sedere perfetto"(anche questo è un prefisso) e di epiteti volgari incorniciati da cuoricini ( ne parleremo più avanti).

Non mi lamenterei fossi in te.

Claire xxxo

Ps.Ho buttato la fila di candele profumate sotto alla mia parte di letto. Lo so, caro, ho capito subito che doveva essere una sorpresa da parte tua e credimi, mi si è riempito il cuore quando per caso le ho trovate, ma l'odore non era granchè. Troppo speziato, lo si sentiva anche senza accenderle. Magari, che so, erano a base di ingredienti naturali e sono andate a male. Anche se la marca non mi suona nuova, sai? Poi chissà che vuol dire, TNT. Tutto Nuovo Tonto?
Ahah. Sono davvero spiritosa. 


martedì 18 giugno 2013

NaHCO3

Al termine di una faticosa giornata di lavoro. 

I piedi, immersi in un misto d'acqua e bicarbonato.

La faccia, coperta di un composto chimico ormai solido, insospettabile omaggio di un angolo dimenticato del mio beauty.

Ancora il sorriso sulle labbra, riflesso condizionato di una giornata di sorrisi.

Ancora il sorriso, quello di chi ha comunque ottenuto qualcosa:

Vesciche. E il cuore di un amico.


venerdì 12 aprile 2013

SONO STATE LE SPICE


Spice Girls. Chi non le ricorda? Gli idoli di noi teenager della 90's generation, e di coloro che ancora dovevano diventarlo. Fu sotto il loro magico influsso che riuscii ad ottenere i miei primi ed unici zatteroni in gomma, nonchè a disegnare i capezzoli a Barbie Principessa delle Fiabe, in cui "Fiabe", visti i risultati, avrebbe potuto benissimo scambiarsi con il nome di un legume.

Care ragazze innocenti, sono state le Spice a deviarci.
Non che ci sia qualcosa che non va, almeno per quanto riguarda me, ma nell'ottica in cui si stabilisce una retta via universale, tendenza non poco comune a questo mondo, allora temo che a deviarci da essa siano state proprio le Spice, e badate bene: le Spice, i nostri idoli, non gli spettacoli del Bagaglino o le immagini porno su internet da cui tanto ci avevano messe in guardia.
La vita, si sa, è fatta di cambiamenti: così come il bruco diventa farfalla, l'uovo del supermercato una frittata e Lindsay Lohan un druido del 50 a.C., le bambine si fanno donne in un processo chiamato adolescenza e durante il quale conosceranno le diverse funzioni della propria vagina*. E' proprio qui che le Spice Girls hanno un ruolo fondamentale, prima ancora delle Veline, di Britney Spears, di Valeria Marini. Esse sono, diciamo, il ponte immaginario che collega la spensieratezza infantile alle tette della Minetti. Sono l'innocenza in codini e scarpe da ginnastica che, gradatamente e subdolamente, si ossida diventando un'allegra tutina attillata con la pretesa di coprire troppa carne per la sua estensione.

Effetti collaterali della sessualizzazione.
Che disdetta, il Girl Power ci ha sessualizzate a dieci anni o poco meno. O forse doveva accadere, perché l'istinto sessuale, a quell'età latente ma presente, è insito alla nostra natura di sacre bovine da monta**. E' pur sempre quello che siamo, uno dei motivi principali per cui ... siamo così, dolcemente complicate, emozionate, delicate e se ci trasformiamo un po', (direi che) è per la voglia di copulare. Non esattamente voglia, è più una predisposizione biologica, presente in tutte le donne in svariate percentuali, spesso manifesta nei sogni porno che molte di noi non ammettono di fare e ovviamente, razionalizzata e incorporata alla lista di quei comportamenti "tipicamente femminili" che non ci sappiamo spiegare.
In sintesi e a prescindere dagli sculettamenti di chi le accompagna in questo, arriva un momento nella vita in cui le femmine si trasformano. Tendenzialmente, in vacche. E non è affatto una banalizzazione se si considera il fatto che oltre ad essere una vacca è possibile essere tantissime altre cose quali ad esempio, che ne so, professoressa dell'Università di Firenze, ginecologa fannullona e poco accomodante di un consultorio gratuito a Pistoia Oxford, oppure attrice, astronauta, imbianchina, muratrice ... oppure un'inimitabile Claire. Come presto saprete, io amo le vacche.
*Minni, la vagina è quella specie di apertura a forma di Occhio di Sauron dalla quale escono pipì, feti e pure altre cose se sei nel giro della droga. Come vanno le cose con Topolino? Tieni duro, la vostra è una storia che vale. Ah, e un abbraccio a Zia Topolinda, ho sentito che se la spassa di questi tempi. Oh, ma certo che poi ti spiego anche che cos'è il viagra. 
**Caro Fidanzato,
ci terrei a precisare che la metafora del bovino non mi è uscita certo fuori dopo aver letto il tuo oroscopo, bensì alla fine di una lunga serie di profonde riflessioni sociali e spirituali.
Comunque il Toro dice che stasera eros da urlo. 



Un sexy bacio a tutti i bovini,

Claire xoxo

mercoledì 3 aprile 2013

LA VERITA'


 Direi che un post al mese non è male come inizio. La colpa è anche vostra, che ve ne andate a commentare da Beppe Grillo e non da me. In verità, mi aspettavo un tappeto rosso srotolato davanti all'uscio di casa già da dopo il primo post. Non essendo ciò avvenuto, purtroppo ho dovuto fare uno sforzo di fantasia per immaginarmelo, solo che poi il tappeto si è trasformato in un ballerino di lambada che, giuro, non la voleva smettere di provarci con me*.

Bottiglie di whisky a parte (si fa per dire), oggi vorrei parlarvi della verità.



Pare che sulla verità i Latini siano stati discretamente produttivi. Uno di loro scrisse di quella volta in cui Alessandro Magno, adesso oggetto di numerose barzellette sul cibo**, catturò un pirata domandandogli come mai infestasse i mari. Il pirata rispose: "Io infesto i mari così come tu infesti la terra, ma poichè io lo faccio con una piccola imbarcazione vengo chiamato ladro e predone, mentre tu, che fai lo stesso con grandi eserciti e flotte, sei chiamato comandante supremo". Ale lo lasciò andare perchè, diamine, aveva ragione.
Attraverso questo ragionamento direi che uno può spiegarsi molti fenomeni di attualità, dai ripetuti elogi al sedere di Jennifer Lopez  al grandioso successo dello smalto color merda nel quadro delle obbrobriose sciccherie per donne. 
   
In base a questo, io potrei riuscire a farmi passare per chissà quale sventola megalitica tramite la gigantografia di cui sopra (ovviamente scattatami a sorpresa da un paparazzo mentre, ignara, ero intenta a riposarmi sullo schienale di una poltrona dopo aver effettuato un complesso lavoro di manutenzione all'impianto idraulico della mia dependance), ed essere in realtà l'Orso Fungo, un particolare tipo di orso conosciuto per la sua appendice nasale a forma di fungo (in effetti non si è ancora capito se si tratti di un orso, oppure di un enorme fungo dotato di appendice a forma di orso***).
Ovviamente sapete che se tutto questo con me è solo lontanamente ipotizzabile (motivi di perfezione congenita), è invece piuttosto probabile con tipe come Megan Fox o Angelina Jolie. La verità è una, insomma, ma ha versioni differenti, e dietro a una qualsiasi delle sue facciate può nascondersi un Orso Fungo.
*Caro Fidanzato, pensaci bene prima di abbandonare la lettura perchè: 1)finora, presumibilmente, costituisci metà del mio seguito in rete; 2)il ballerino di lambada ti somigliava tantissimo; 3)nonostante la somiglianza, ho subito capito che non si trattava di te (muoveva il didietro come Ricky Martin).
**con adesso, intendo in questo blog, e già rido ancor prima di trascriverle:
   Chi fu il re macedone più mangione? Alessandro Magno!
   Qual era il piatto preferito di Alessandro Magno? La Macedonia di frutta!
   La sorella di Alessandro lo avverte che sta per pranzare: "Alessandro, MAGNO!"
Mio Dio, non credo di poter continuare con questo blog.
***Praticamente la stessa cosa che tutti penserebbero di Barbara Streisand se non fosse dimagrita e diventata una super celebrità.
xoxoxoxoxoxoxoxoxoxoxo Claire
P.S. Naturalmente continuerò con questo blog. Il titolo stesso implica che io possa dire un sacco di balordaggini come quella ingrandita senza essere presa sul serio. Quindi non preoccuparti, Nonna, e non preoccuparti, Fidanzato.

sabato 16 marzo 2013

MESTRUOBOMB--La Bomba Mestruale


Eccoci giunti al momento delle delucidazioni.
Questo speciale mestruo-post è dedicato a chi ancora non ha afferrato il pieno senso di questo blog. Avete mai pensato di piantare un seme nel vostro giardino? 
Se un giorno lo faceste, considerereste il fatto che da questo seme possa nascere qualcosa di insolito, magari una specie di sequoia abitata da un tizio alto e cannibale e da una gallina dalle uova d’oro?
Vi siete mai chiesti come mai dalle uova d’oro non nascano pulcini d’oro e nello specifico, come mai non nasca nessun pulcino?
Io, una volta, rubai un uovo dal frigorifero e lo misi in una vestaglia con l’intento di farlo schiudere a suon di alitate**. Da piccola avevo una certa simpatia per le uova, ma questa venne per metà abbattuta quando scoprii che non da tutte le uova nascevano i pulcini.

[L’altra metà si correlava allo sfruttamento della mia omonimia con l’albume allo scopo di perpetrare inganni mal riusciti a genitori e cugini. Il che mi fa ipotizzare che forse, come capro espiatorio per le mie malefatte, avrei dovuto scegliere qualcosa di solido e di vivo.]

Le mie scoperte sulle uova mi portarono presto a ritenere le galline esseri sadici e disturbati. Raggiunta la pubertà, invece, mi resi conto di essere io stessa una gallina sadica e disturbata, le cui uova, pardon cellule-uovo, venivano soltanto espulse in maniera più disgustosa.
Da un certo periodo della tua vita in poi, essere femmina assume lati decisamente schifosi. Non basta dover fare la cacca regolarmente, doverti verniciare la faccia ogni giorno, dover estirpare fusti arborei dalle tue gambe e dagli angoli più remoti della tua vagina, c’è un’altra eterna condanna che pende sulla tua testa inbigodinata in base alla quale o sanguini, o incameri un marmocchio per un periodo non inferiore agli otto mesi.
Che cosa ho scelto io? Di certo non il marmocchio, e l’evento non ha per me alcun vantaggio se non quello di poter evitare la depilazione nelle zone sottostanti all’ombelico per un periodo di cinque giorni, in cui di solito mi viene l’idea di mettere la gonna o i pantaloni corti, rendendo così tutto inutile.
Ma sfatiamo insieme un po’ di miti.
   1)   Donna mestruata sempre incacchiata.
La donna, questa creatura diabolica. Incacchiata forse, ma mica sempre. Esistono, infatti, circostanze imprescindibili che metterebbero alla prova la pazienza di chiunque, ad esempio che so, essere circondata da un mucchio di gente che respira la tua aria e che sbatte sfacciatamente gli occhi di fronte a te. Per quanto privi di qualsiasi tipo di ritegno, niente ti autorizzerebbe ad augurar loro la micosi ascellare quanto un ciclo mestruale in atto. Provare odio a caso diventa così una piacevole libertà piuttosto che una conseguenza dell’erosione ovulare.
   2)   Donna mestruata donna agitata.
Non mi soffermerò a lungo su questo mito che già è stato abbattuto dal Dio Littizzetto quando, rivolgendosi ai creatori delle pubblicità degli assorbenti, chiese loro di smetterla di “farci fare la ruota, paracadutismo e arrampicate stile free-climbing” nei giorni del flusso. Dovresti ringraziarla, donna, è grazie a lei che il tuo uomo ha messo da parte quelle strane idee sul tuo orifizio posteriore.
  3)   Donna mestruata donna debilitata.
Queste dicerie sono alquanto contraddittorie. In ogni caso sono balle, una fighetta debilitata non sarebbe mai riuscita a scrivere un post magnifico come quello che sto scrivendo in questo momento.  
   4) Donna mestruata donna unta.
Parliamone. Oramai è scritto anche sugli assorbenti: NON E’ VERO che quando hai le tue cose non ti devi lavare i capelli. Essere unte, al giorno d’oggi, è una libera scelta. Se un giorno mi vedrete unta sarà perché avrò deciso di essere unta, e questo a prescindere dal mio odiato ciclo.
Per questo ho iniziato un blog, così posso dire a chi legge che ho il ciclo, e che lo odio con la stessa intensità con cui odio l’acaro, il tonno al naturale, le sigarette, l’università di Firenze e il bufalo cafro della Tanzania.
Non che io preferisca essere madre, anzi rifuggo i marmocchi così come la possibilità di averne. Potrei definirmi una specie di suora onanista, in questo senso. Il che ci rimanda alla domanda con cui è iniziato questo post, ovvero la versione plurale di “Hai mai pensato di piantare un seme nel tuo giardino?”, e la risposta è “Certo che ci ho pensato, e ho deciso che aderirò tanto al culto di Onan quanto alle teorie del Professor Lattico”. E adesso, venendo al tizio alto e cannibale:

Felicitazioni per il vostro ciclo, fine settimana o marmocchio. Scegliete voi.
Claire xoxo
 ** All’inizio avevo pensato di annaffiare una semplice piantina, ma dopo attente riflessioni conclusi che sicuramente mi sarei trovata meglio con un pulcino o qualcosa di simile. In effetti, le piante sono ben poco simpatiche ai bambini,  questo  per  una serie di comprovati motivi, ad esempio il fatto che non si possano inseguire brandendo una pistola ad acqua (e se anche fosse possibile, immagino sarebbe come minacciare Courtney Love con del Bourbon), oppure che non siano sufficientemente pericolose da provocare cicatrici serie di cui vantarsi con gli amici. Dico, avete mai sentito un bambino vantarsi di aver sbattuto contro un pesco noce? Sopravvivere alle beccate di un  pericoloso pulcino è decisamente più trasgressivo.

giovedì 14 febbraio 2013

L'Incontenibile Desiderio


Presto o tardi avrebbe ceduto, lo sapeva bene. Nel corso degli anni (parecchi dal punto di vista di un comune uccello, ma molto pochi, ad esempio, per una tartaruga gigante) aveva attentamente valutato la possibilità di FARLO. Spinta da un accesissimo desiderio aveva, infine, cessato di considerarla una semplice possibilità, bensì una sorta di dovere, una necessità dettata dai suoi stessi geni. 

A lungo si era interrogata su quello che avrebbe provato facendolo—e persino su quali posizioni avrebbe scelto, qualora le cose si fossero fatte un tantino più serie in futuro*. Che ci sarebbe stato da meravigliarsi? In tempi di crisi, in fondo, ci si adegua come si può, e si sa che internet offre un mare di possibilità in questo senso. Pur sempre meglio che penzolare per strada sui tacchi senza concludere niente, pensava, e in effetti era vero**. Molte ragazze che conosceva svolgevano regolarmente questo tipo di attività e, nonostante la sua riservatezza, non poteva più fingere che l’idea di dar mostra di sé in questo modo non la affascinasse.
Che diamine, il mondo non poteva non essere pronto per un altro grosso paio di coglioni, e di sicuro avrebbe curato i suoi in modo che risultassero i più grandi e pelosi di tutti.
Certo non sarebbe stato facile, specie all’inizio e in parte a causa, pensava, della sua natura di VERGINE***. Tuttavia quel momento era arrivato, l'avrebbe piantata di nascondersi e, finalmente, si sarebbe messa a nudo.

Quel giorno, Claire creò un blog.

Sì, beh, con le metafore era una frana, e diciamo che la sua ossessione per gli oroscopi aveva conosciuto tempi migliori. Acchiappò la tastiera e incominciò a scrivere.
Scrisse su una diavolo di pagina fittizia, in uno strano mondo virtuale, dove ogni scherzo vale … beh, innanzitutto, una potenziale denuncia.
*Non avrebbe certamente disdegnato essere eletta Imperatrice del mondo se un giorno fosse diventata ricca e famosa, ma si domandava se sarebbe riuscita a farsi carico di tale responsabilità.
**cit.”Pur sempre meglio che penzolare per strada sui tacchi[…]”A questo proposito, Claire ci tiene a precisare che indossare i tacchi per strada è un fatto assolutamente normale, e provvede inoltre a informare i malpensanti dell’esistenza di  marciapiedi e di aree pedonali appositamente adibite, come da nome, al camminamento—detto anche penzolamento, in caso si tratti  di un individuo particolarmente svogliato come Claire, oppure di Ornella Vanoni ubriaca.
***Così almeno credeva, prima di scoprire da un giochino su internet che in realtà aveva  un forte ascendente Leone.

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