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lunedì 26 maggio 2014

Clairely Monday: Popcorn Caldi e Pustole del Buongiorno

Il mattino ha l'oro in bocca, a meno che non abbiate fatto baldoria la notte prima: in quel caso potrebbe avere una malattia oro-genitale.


Buongiorno. Mi leggi? Sto parlando con te. Sì, con te che mi stai leggendo con quella faccia da Furby accoppato e scarico. Con quelle borse mi sembri uno Shar Pei nell'ultimo giorno della sua vita e se al momento non fossi occupata a immaginare popcorn caldi mi verrebbe voglia di sopprimerti. Dobbiamo fare qualcosa, non puoi andare in giro così. Ma soprattutto: Chi sei? Dove sei? Cosa caspita devi fare? Quanto ritardo hai maturato dormendo fino a quest'ora, e dove diavolo devi andare, messo che sia un luogo diverso da quello indicato con veemenza da tua madre? Il tuo modo di grattarti lascia presagire l'urgente bisogno di un candeggio in acqua e cloro, mentre gli enzimi della tua saliva hanno tutta l'aria di aver passato la notte cercando di tramutarsi in penicillina. Il quadro è tragico, come vedi. E in tutto ciò, tu hai solo voglia di popcorn. A dire la verità, pure io. Li facciamofacciamofacciamofacciamofafafafafafaaaaaaaa [...]   

Diretto esempio di come i popcorn caldi mandino in tilt le rimostranze mattutine della mia coscienza. L'unico aspetto controproducente è che non possono placare l'ira di tutti quelli che vi stavano aspettando in quel famoso posto dove dovevate andare. A quel punto, vi basterà seguire le precedenti indicazioni di vostra madre.

Come inizia la vostra settimana? Male, peggio o ancora peggio? In caso voleste compiere gesti di autoaffermazione quali il suicidio o l'accartocciamento di una parte del vostro corpo vi sconsiglio caldamente la linea Pistoia-Firenze: anche nel caso mi mandassero al diavolo, dovrei prendere quella uguale.

venerdì 20 dicembre 2013

I 6 Paraculi Più Popolari

Ricordate la terrificante punizione impartita al very english Harry Potter nel corso di uno dei capitoli della saga?

Posto che scrivere su un foglio di carta e ritrovarsi con un'incisione sanguinante sul dorso della mano non sia la più incantevole delle esperienze, alcuni dei bugiardi che sto per elencarvi dovrebbero ASSOLUTAMENTE sperimentarla. Un dolore lancinante può avere sorprendenti proprietà inibitorie-salvo il caso di Elaine Davidson-e anche se non è molto, si può pur sempre sperare che questo impedisca a qualcuno di dire una cosa del tipo:
"Ma certo che ti amerei lo stesso anche se fossi povero e senza denti!"
senza esserne minimamente convinto.



In questo post ho individuato alcune tipologie di paraculo in cui, probabilmente, vi imbatterete nel corso del vostro soggiorno su questo enorme mappamondo inquinato et  maleodorante.

Anzitutto, facciamo un PRE-distinguo.

Quando si parla di contafrottole, ci si riferisce sostanzialmente a due categorie:
1) Il bugiardo classico*;
2) Il bugiardo ottuso. 
La differenza principale sta nel fatto che, mentre il primo può anche permettersi, ogni tanto, di cedere al fascino del male e smerciare baggianate per salvare il fondo schiena dalla gogna, IL SECONDO dovrebbe accuratamente evitare di farlo-anche se mosso da principi caritatevoli quali evitare che il culo di un tizio esploda.
                                                                     [BOOM]
Il motivo per cui costui dovrebbe tenersi a freno è che, ahimè, verrebbe scoperto comunque.
Sì, perché non sia mai che pensiate che tutti i paraculi possano permettersi di dire menzogne. Anzi: vuoi per lo scarso allenamento cerebrale di alcuni, vuoi per le inesistenti attitudini alla recitazione di altri, ai "bugiardi ottusi" va sempre tutto a puttane. Alcuni di loro (i più fortunati) neppure avvertono l'instabilità strutturale delle proprie bugie. Quelli che invece se ne avvedono, sono costretti a praticare uno sport che consiste nel rinforzare la precarietà della loro menzogna per mezzo di altre menzogne (solitamente molto suggestive, ma prive di quel mostro a tre teste chiamato verosimiglianza). Nonostante questo, il free climbing su vari tipi di specchi è misteriosamente in auge sin dall'alba dei tempi, quando il primo cliente della prima prostituta, colto in flagrante dalla legittima consorte, esclamò: "Oddio, che svista. Pensavo fossi tu".

Il desiderio di interrompere questa tradizione, come dimostrano le sei categorie sottostanti, è vivo quanto un topo dentro a un crotalo diamantino.

Almeno possiamo consolarci con il fatto che, per ogni frottola che ce la fa in barba, ce ne saranno, come minimo, altre due o tre che riusciremo a riconoscere e ad etichettare con il marchio della vergogna.

Tipo1• IL RITARDATARIO                          
Gestisce una vastissima gamma di bugie funzionali  alla giustificazione dei propri ritardi a lavoro, in famiglia, ovunque.
Al bugiardo ritardatario capitano spesso guasti alla macchina e sfortunate coincidenze quali: Temporali, che sopraggiungono al momento stesso in cui esce di casa; Ricoveri ospedalieri d'urgenza, poi misteriosamente risolti da un "non era niente" o da un suo derivato; La morte di un pappagallo domestico di cui nessuno aveva mai saputo nulla in precedenza; e così via.
Il suo difetto principale? Dire ogni bugia come se fosse l'ultima. Come se il ritardo, perenne e ostinato, non fosse l'unica cosa in cui è puntuale.
La versione ottusa di questa tipologia di paraculo è spesso bloccata in fila al supermercato il 25 dicembre, o comunque in occasione di tutte le festività in cui i supermercati sono chiusi.
Tipo2• IL LAZZARONE                                
Lui non ne ha voglia, è già tanto se se la inventa, una scusa.
Ci sono cose ben più importanti da fare, al mondo, che lavare mutande e uscire di casa per sbrigare inutili commissioni.
In un certo senso, lo si può capire: la vita spesso tende a trasformarsi in un'orrida routine fatta di obblighi e doveri. Se non si sta attenti, si viene intrappolati in una sorta di ciclo dell'acqua noiosissimo e ammorbante, in cui l'incubo peggiore è essere sballottati tra cielo e terra senza mai potersi godere una puntata dei Simpson. Il Lazzarone, angelo caduto, ne è miracolosamente uscito. Da allora, egli non sa più rinunciare ai piaceri della playstat vita, ed ha furbescamente espanso la propria immaginazione verso una realtà parallela, in cui svariati ostacoli lo trattengono dal portare a termine qualcosa.
I più sputtanati? Quelli con meno immaginazione.
Tipo3• IL FEDIFRAGO                                 
Questa categoria, più diffusa di quanto si pensi, non riesce a trattenersi dal fare il giochino del wurstel nella pignatta con almeno un'altra persona scelta a caso fra quelle che gli si pareranno davanti nel corso della vostra magnifica relazione. Per dirla in termini bancari, il Fedifrago è un correntista previdente: accumula amanti che, un giorno, frutteranno figli illegittimi e malattie veneree.**
Tipo4• IL FALSARIO                                    
Vive su internet, ove il suo scopo primario è quello di diffondere un’immagine della propria persona il più inautentica e distorta possibile.
Non particolarmente noto per l’avvenenza, è alto “un metro e settanta”, ha enormi iridi azzurro neon che migrano allegramente su e giù a ogni battito di palpebra, e alla prima ombra di dubbio riguardo le sue foto sfocate, tirerà in ballo il suo amore per Cézanne.
Tipo5• IL VANAGLORIOSO                           
Sì. Perché prima o poi incontrerete qualcuno che tenterà di accalappiarsi la vostra ammirazione millantando imprese sensazionali e trofei sportivi inesistenti. Non importa quanto siate bravi nel vostro lavoro, in cucina, o a strimpellare Beethoven col violino: ci sarà sempre qualcosa di più interessante, coinvolgente, formativo ecc ecc, che lui avrà fatto prima e meglio di voi. L'unica attività rimasta in cui eccellere è fare la cacca, ma prima o poi, credeteci, si fregherà pure quella.
Tipo6• LA DOLOMITE                                 
Complice un fegato particolarmente friabile, questo esemplare di paraculo è soggetto a fenomeni di intensa erosione interna.
Così come lo shampoo secco Fructis di Garnier maschera l'unto dei vostri capelli, la Dolomite è solita dissimulare la propria auto-erosione manifestando falsa benevolenza nei confronti dei soggetti che più detesta.
Nemmeno la più atroce delle offese può risultare troppo anomala se posizionata in poppa a una vela di Hello Kitty: Forte di questa convinzione, la  Dolomite esibisce i denti cariati di fronte a chiunque mostri abbastanza talento, o avvenenza, da minacciare l'equilibrio della sua (sanissima) mens; poi, con la stessa pacata nonchalance di chi sta imburrando una tartina, si mette a frustar fendenti. Finalizzati, come sempre, a sbudellare il soggetto odiato. Perché Belèn è fighissima, ma la sua mascella è vistosamente maschile. A parte questo e qualche piccolo dubbio sulla sua sessualità, però, è stupenda. Come tutte le altre escort. Anzi, ogni volta che si vedono in tv o per strada non si può fare a meno di pensare: "ma come faranno ad appiccicarsi tutto quel trucco sulla faccia ogni sera?"e si avrebbe voglia di scendere a complimentarsi con loro. LOVELOVELOVELOVELOVE ecc ecc. <3

*Lo so, fa molto "Dolce & Gabbana Parfums", ma si riferisce alla razza di bugiardo più scaltra. Quella dotata di sinapsi ottimamente stimolate, le cui bugie sono progettate con la stessa cura e minuzia di un aeroplanino Supermodel. Pensate che l'aggettivo "classico" alluda non troppo velatamente alla mia concezione ottimistica del mondo, riguardante un numero di persone intelligenti maggiore rispetto a quello di persone ottuse?
Avete ragione.
Io però, quando non ho lemiecose, sono una persona estremamente fiduciosa. Se siete arrivati fino a questo punto, lo sarete sicuramente anche voi.

**Il nostro Istituto garantisce efficaci opere di salvaguardia della salute tramite strumenti  affidabili e sicuri. La tecnologia d'avanguardia utilizzata dagli esperti del nostro entourage assicura un decesso lieto e immediato a chiunque intenda usufruirne per sé stesso o in favore di terzi. Il nostro Reparto Malattie Veneree si prende cura del paziente dal primo all'ultimo momento, regalando esperienze uniche e irripetibili come il trucco pre-morte e l'avvelenamento da muffa. Disponibile per voi entro dicembre il nuovo set "Tortura Medievale", completo di gogna, frusta e gabbia sospesa, scontato al 50% dal prezzo di listino.
Per maggiori informazioni e preventivi rivolgersi alla nostra equipe prenotando una visita gratuita sul sito
www.IstitutoperlaDiffusionedelleTecnichediMorte.org
Avviso a cura di IDITEM-Istituto per la Diffusione delle Tecniche di Morte
Via delle Fiaccole 30, 5000100 Oxford.



E voi, che tipo di paraculo siete? In quali e in quanti di loro avete sbattuto il mignolo?
Comunicatemelo qua sotto! Oppure mandatemi un bonifico bancario, scegliete voi.
IT78H07566662090008007$379
Vostra affezionata,
Claire 

lunedì 18 novembre 2013

Clairely Monday

E come ogni settimana a partire da quando sono state inventate le settimane, anche questo lunedì è arrivato.

Le previsioni meteo dicono pioggia più o meno ovunque; questo, probabilmente, darà un sostanzioso contributo in materie prime agli omini invisibili che, là sotto, stanno edificando i miei testicoli.
Sì, perché il lunedì è il giorno in cui, pur di avvertire il meno possibile la morsa delle incombenze settimanali, mi trucco a letto e faccio colazione a letto. Se esistesse un modo per non bagnare le coperte e contemporaneamente non morire tenendo acceso lo scaldasonno, il lunedì mattina mi laverei a letto. Odio talmente il lunedì che quando arriva il momento di discendere dal capezzale per fare qualcosa di diverso dal lavorare, mi porto dietro il cuscino e, in sporadici casi di ostinazione, pure la coperta. Dio non può scatenare la pioggia in un giorno simile, se veramente mi ama. Se proprio dovesse farlo, almeno potrebbe mandare qualcuno a prepararmi la colazione. Uno qualsiasi, che ne so, un aspirante schiavo, una scimmia girovaga. Orlando Bloom.
Credo che fare colazione con qualche crepe fatta da Orlando Bloom potrebbe significativamente migliorare la mia percezione del lunedì. Anche vincere una somma al gratta e vinci senza averci giocato, però. Ora che ci penso, io credo nella teoria della compensazione. Quindi, Dio, che aspetti a far piovere?

sabato 16 marzo 2013

MESTRUOBOMB--La Bomba Mestruale


Eccoci giunti al momento delle delucidazioni.
Questo speciale mestruo-post è dedicato a chi ancora non ha afferrato il pieno senso di questo blog. Avete mai pensato di piantare un seme nel vostro giardino? 
Se un giorno lo faceste, considerereste il fatto che da questo seme possa nascere qualcosa di insolito, magari una specie di sequoia abitata da un tizio alto e cannibale e da una gallina dalle uova d’oro?
Vi siete mai chiesti come mai dalle uova d’oro non nascano pulcini d’oro e nello specifico, come mai non nasca nessun pulcino?
Io, una volta, rubai un uovo dal frigorifero e lo misi in una vestaglia con l’intento di farlo schiudere a suon di alitate**. Da piccola avevo una certa simpatia per le uova, ma questa venne per metà abbattuta quando scoprii che non da tutte le uova nascevano i pulcini.

[L’altra metà si correlava allo sfruttamento della mia omonimia con l’albume allo scopo di perpetrare inganni mal riusciti a genitori e cugini. Il che mi fa ipotizzare che forse, come capro espiatorio per le mie malefatte, avrei dovuto scegliere qualcosa di solido e di vivo.]

Le mie scoperte sulle uova mi portarono presto a ritenere le galline esseri sadici e disturbati. Raggiunta la pubertà, invece, mi resi conto di essere io stessa una gallina sadica e disturbata, le cui uova, pardon cellule-uovo, venivano soltanto espulse in maniera più disgustosa.
Da un certo periodo della tua vita in poi, essere femmina assume lati decisamente schifosi. Non basta dover fare la cacca regolarmente, doverti verniciare la faccia ogni giorno, dover estirpare fusti arborei dalle tue gambe e dagli angoli più remoti della tua vagina, c’è un’altra eterna condanna che pende sulla tua testa inbigodinata in base alla quale o sanguini, o incameri un marmocchio per un periodo non inferiore agli otto mesi.
Che cosa ho scelto io? Di certo non il marmocchio, e l’evento non ha per me alcun vantaggio se non quello di poter evitare la depilazione nelle zone sottostanti all’ombelico per un periodo di cinque giorni, in cui di solito mi viene l’idea di mettere la gonna o i pantaloni corti, rendendo così tutto inutile.
Ma sfatiamo insieme un po’ di miti.
   1)   Donna mestruata sempre incacchiata.
La donna, questa creatura diabolica. Incacchiata forse, ma mica sempre. Esistono, infatti, circostanze imprescindibili che metterebbero alla prova la pazienza di chiunque, ad esempio che so, essere circondata da un mucchio di gente che respira la tua aria e che sbatte sfacciatamente gli occhi di fronte a te. Per quanto privi di qualsiasi tipo di ritegno, niente ti autorizzerebbe ad augurar loro la micosi ascellare quanto un ciclo mestruale in atto. Provare odio a caso diventa così una piacevole libertà piuttosto che una conseguenza dell’erosione ovulare.
   2)   Donna mestruata donna agitata.
Non mi soffermerò a lungo su questo mito che già è stato abbattuto dal Dio Littizzetto quando, rivolgendosi ai creatori delle pubblicità degli assorbenti, chiese loro di smetterla di “farci fare la ruota, paracadutismo e arrampicate stile free-climbing” nei giorni del flusso. Dovresti ringraziarla, donna, è grazie a lei che il tuo uomo ha messo da parte quelle strane idee sul tuo orifizio posteriore.
  3)   Donna mestruata donna debilitata.
Queste dicerie sono alquanto contraddittorie. In ogni caso sono balle, una fighetta debilitata non sarebbe mai riuscita a scrivere un post magnifico come quello che sto scrivendo in questo momento.  
   4) Donna mestruata donna unta.
Parliamone. Oramai è scritto anche sugli assorbenti: NON E’ VERO che quando hai le tue cose non ti devi lavare i capelli. Essere unte, al giorno d’oggi, è una libera scelta. Se un giorno mi vedrete unta sarà perché avrò deciso di essere unta, e questo a prescindere dal mio odiato ciclo.
Per questo ho iniziato un blog, così posso dire a chi legge che ho il ciclo, e che lo odio con la stessa intensità con cui odio l’acaro, il tonno al naturale, le sigarette, l’università di Firenze e il bufalo cafro della Tanzania.
Non che io preferisca essere madre, anzi rifuggo i marmocchi così come la possibilità di averne. Potrei definirmi una specie di suora onanista, in questo senso. Il che ci rimanda alla domanda con cui è iniziato questo post, ovvero la versione plurale di “Hai mai pensato di piantare un seme nel tuo giardino?”, e la risposta è “Certo che ci ho pensato, e ho deciso che aderirò tanto al culto di Onan quanto alle teorie del Professor Lattico”. E adesso, venendo al tizio alto e cannibale:

Felicitazioni per il vostro ciclo, fine settimana o marmocchio. Scegliete voi.
Claire xoxo
 ** All’inizio avevo pensato di annaffiare una semplice piantina, ma dopo attente riflessioni conclusi che sicuramente mi sarei trovata meglio con un pulcino o qualcosa di simile. In effetti, le piante sono ben poco simpatiche ai bambini,  questo  per  una serie di comprovati motivi, ad esempio il fatto che non si possano inseguire brandendo una pistola ad acqua (e se anche fosse possibile, immagino sarebbe come minacciare Courtney Love con del Bourbon), oppure che non siano sufficientemente pericolose da provocare cicatrici serie di cui vantarsi con gli amici. Dico, avete mai sentito un bambino vantarsi di aver sbattuto contro un pesco noce? Sopravvivere alle beccate di un  pericoloso pulcino è decisamente più trasgressivo.

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