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sabato 16 marzo 2013

MESTRUOBOMB--La Bomba Mestruale


Eccoci giunti al momento delle delucidazioni.
Questo speciale mestruo-post è dedicato a chi ancora non ha afferrato il pieno senso di questo blog. Avete mai pensato di piantare un seme nel vostro giardino? 
Se un giorno lo faceste, considerereste il fatto che da questo seme possa nascere qualcosa di insolito, magari una specie di sequoia abitata da un tizio alto e cannibale e da una gallina dalle uova d’oro?
Vi siete mai chiesti come mai dalle uova d’oro non nascano pulcini d’oro e nello specifico, come mai non nasca nessun pulcino?
Io, una volta, rubai un uovo dal frigorifero e lo misi in una vestaglia con l’intento di farlo schiudere a suon di alitate**. Da piccola avevo una certa simpatia per le uova, ma questa venne per metà abbattuta quando scoprii che non da tutte le uova nascevano i pulcini.

[L’altra metà si correlava allo sfruttamento della mia omonimia con l’albume allo scopo di perpetrare inganni mal riusciti a genitori e cugini. Il che mi fa ipotizzare che forse, come capro espiatorio per le mie malefatte, avrei dovuto scegliere qualcosa di solido e di vivo.]

Le mie scoperte sulle uova mi portarono presto a ritenere le galline esseri sadici e disturbati. Raggiunta la pubertà, invece, mi resi conto di essere io stessa una gallina sadica e disturbata, le cui uova, pardon cellule-uovo, venivano soltanto espulse in maniera più disgustosa.
Da un certo periodo della tua vita in poi, essere femmina assume lati decisamente schifosi. Non basta dover fare la cacca regolarmente, doverti verniciare la faccia ogni giorno, dover estirpare fusti arborei dalle tue gambe e dagli angoli più remoti della tua vagina, c’è un’altra eterna condanna che pende sulla tua testa inbigodinata in base alla quale o sanguini, o incameri un marmocchio per un periodo non inferiore agli otto mesi.
Che cosa ho scelto io? Di certo non il marmocchio, e l’evento non ha per me alcun vantaggio se non quello di poter evitare la depilazione nelle zone sottostanti all’ombelico per un periodo di cinque giorni, in cui di solito mi viene l’idea di mettere la gonna o i pantaloni corti, rendendo così tutto inutile.
Ma sfatiamo insieme un po’ di miti.
   1)   Donna mestruata sempre incacchiata.
La donna, questa creatura diabolica. Incacchiata forse, ma mica sempre. Esistono, infatti, circostanze imprescindibili che metterebbero alla prova la pazienza di chiunque, ad esempio che so, essere circondata da un mucchio di gente che respira la tua aria e che sbatte sfacciatamente gli occhi di fronte a te. Per quanto privi di qualsiasi tipo di ritegno, niente ti autorizzerebbe ad augurar loro la micosi ascellare quanto un ciclo mestruale in atto. Provare odio a caso diventa così una piacevole libertà piuttosto che una conseguenza dell’erosione ovulare.
   2)   Donna mestruata donna agitata.
Non mi soffermerò a lungo su questo mito che già è stato abbattuto dal Dio Littizzetto quando, rivolgendosi ai creatori delle pubblicità degli assorbenti, chiese loro di smetterla di “farci fare la ruota, paracadutismo e arrampicate stile free-climbing” nei giorni del flusso. Dovresti ringraziarla, donna, è grazie a lei che il tuo uomo ha messo da parte quelle strane idee sul tuo orifizio posteriore.
  3)   Donna mestruata donna debilitata.
Queste dicerie sono alquanto contraddittorie. In ogni caso sono balle, una fighetta debilitata non sarebbe mai riuscita a scrivere un post magnifico come quello che sto scrivendo in questo momento.  
   4) Donna mestruata donna unta.
Parliamone. Oramai è scritto anche sugli assorbenti: NON E’ VERO che quando hai le tue cose non ti devi lavare i capelli. Essere unte, al giorno d’oggi, è una libera scelta. Se un giorno mi vedrete unta sarà perché avrò deciso di essere unta, e questo a prescindere dal mio odiato ciclo.
Per questo ho iniziato un blog, così posso dire a chi legge che ho il ciclo, e che lo odio con la stessa intensità con cui odio l’acaro, il tonno al naturale, le sigarette, l’università di Firenze e il bufalo cafro della Tanzania.
Non che io preferisca essere madre, anzi rifuggo i marmocchi così come la possibilità di averne. Potrei definirmi una specie di suora onanista, in questo senso. Il che ci rimanda alla domanda con cui è iniziato questo post, ovvero la versione plurale di “Hai mai pensato di piantare un seme nel tuo giardino?”, e la risposta è “Certo che ci ho pensato, e ho deciso che aderirò tanto al culto di Onan quanto alle teorie del Professor Lattico”. E adesso, venendo al tizio alto e cannibale:

Felicitazioni per il vostro ciclo, fine settimana o marmocchio. Scegliete voi.
Claire xoxo
 ** All’inizio avevo pensato di annaffiare una semplice piantina, ma dopo attente riflessioni conclusi che sicuramente mi sarei trovata meglio con un pulcino o qualcosa di simile. In effetti, le piante sono ben poco simpatiche ai bambini,  questo  per  una serie di comprovati motivi, ad esempio il fatto che non si possano inseguire brandendo una pistola ad acqua (e se anche fosse possibile, immagino sarebbe come minacciare Courtney Love con del Bourbon), oppure che non siano sufficientemente pericolose da provocare cicatrici serie di cui vantarsi con gli amici. Dico, avete mai sentito un bambino vantarsi di aver sbattuto contro un pesco noce? Sopravvivere alle beccate di un  pericoloso pulcino è decisamente più trasgressivo.

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