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giovedì 14 agosto 2014

Ecco Perché Mi Serve Uno Schiavo

Toh, per qualche remoto caso becco una ricetta su internet che mi sembra sfiziosa-e per sfiziosa intendo abbastanza stuzzicante da convincermi a cucinare seriamente invece di limitarmi, diciamo, ai soliti ceci, fagioli, tonno, aglio, cipolla e barrette Hero Muesly somministrati in un'unica soluzione "perché il dolce smorza il salato". Il nome suona romantico e anche antipaticamente allitterato, ma nonostante questo mi attrae in maniera irresistibile:

RISO ALLE ROSE.

Io, che al momento possiedo (1) una crema per il viso alle rose, (2) un tonico per il viso alle rose, nonché (3) una crema per le mani alle rose, a questo punto non posso ignorare la voce dell'ossessione maniacal-compulsiva che mi incita anche a mangiarmele (magari mentre, dopo essermi avidamente cosparsa di crema e tonico alle rose, contemplo soddisfatta l'opera psicopatica delle mie cancellature a pennarello su vari poster di rose senza disdegnare l'idea, concluso il banchetto, di scagliarvi contro qualche freccetta e, perché no, formare piccoli messaggi minacciosi con le lettere ritagliate da un quotidiano).


E così, cedo.

Il risultato è una specie di grumo insapore condito da un mosto di petali che non mi convince, così decido di arricchire la ricetta aggiungendo un soffritto a base di burro e cipolla (a questo lampo di genio non avevi pensato, eh, donnina maestrina della videoricettina!?). Credo che se il soffritto fosse venuto bene avrei risolto tutti i miei problemi, ma c'è una remota possibilità che, presa da un'importantissima conversazione su Facebook, lo abbia un tantino lasciato appassire più del dovuto. Almeno credo, visto che quando faccio ritorno al fornello, la cipolla ha l'aspetto vago e indistinto di una medusa stecchita. Al che non drammatizzo e decido di ricorrere al vecchio trucco di Nonno Camion-Driver, ovvero aggiungere aglio, sempre, comunque e ovunque tranne che sul gelato. Ne trito meticolosamente uno e lo amalgamo al grumo, che adesso mi fissa con aria pietosa.


Ok, dovrei avere risolto tutto. Inizio il banchetto con la consueta nausea che si manifesta abitualmente quando mangio qualcosa che ho fatto io, ma che altrettanto abitualmente soppianto con impeti ottimistici e deleteri, basati su presunte doti di improvvisazione culinaria che evidentemente NON POSSEGGO. E infatti non sono ancora contenta, così afferro in extremis il tubo della maionese e ci strizzo sopra un bel serpentone, ottenendo un composto abbastanza mangiabile e anche vagamente appetitoso (nonostante i petali di rosa macerati nel Tavernello siano la cosa più amara e nauseabonda che abbia mai provato). Infine, avendo ormai annientato il più timido rimasuglio di poesia, mi abbandono completamente al grezzume acchiappando il vasetto del pesto Barilla-ovvero la cosa più lontana dal pesto che creatura umana possa concepire-e distribuendolo sull'amalgama in quantità più che generose per poi scoprire, subito dopo, che si tratta di un pesto esageratamente salato. Tuttavia, ho ottenuto una gradazione di verde che prima di oggi ero riuscita a intravedere solo in una puntata di X-Files.

In pochi minuti sono riuscita a provare ben cinque piatti diversi e ben cinque gradazioni di gusto, ho cambiato il colore del riso da grigio a verde e ho anche fatto un climax ascendente.

INDICE DEI PIATTI CREATI:
1) Risotto delicato alle rose;
2) Risotto un po' meno delicato alle rose, con delicatissime cipolle;
3) Risotto equilibrato alle rose, con aglio e delicatissime cipolle;
4) Risotto deciso alle rose, con aglio, maionese e delicatissime cipolle;
5) Risotto eccessivamente salato alle rose, con aglio, maionese, delicatissime cipolle e pesto Barilla verde fosforescente.

Signore e Signori,
... Las Tapas Riso Grigio Edition.

[Ecco perché mi serve uno schiavo. Ho assoluta necessità di qualcuno che mi cucini amabili manicaretti e poi lavi le stoviglie mentre io simposieggio sul mio trono-divano.

REQUISITI: silenzioso e schivo; aggraziato, cortese, delicato, ponderato, raffinato, puntuale e in kimono.
Presentare domanda al 666 di Oxford Street. No perditempo; no donne cinesi travestite da uomo e smaniose di compiere gesta eroiche come pulire la mia cucina allo scopo di recuperare l'onore della famiglia Fa. Glazie.]

XOXO,
CLAIRE

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