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martedì 10 giugno 2014

Il Pianto è Umano, la Freddezza è Divina


2014 Roberto RotoBianca Alinghieri
Mentre mangiavo i popcorn, sono arrivata a tre importanti conclusioni:

1) Dio, come i rettili, è una creatura a sangue freddo; 
2)Se fossi un uomo vorrei decisamente andare a letto con me e con una ventina di mie colleghe; 
3) Voglio un gufo.

Allontanandoci un attimo dalle ultime due (su cui tornerò più tardi), a voi è mai capitato di ascoltare conversazioni a sfondo religioso? A me è successo una volta, mentre viaggiavo in treno. Due signori, il primo con l'evidenziatore giallo incollato al libro di Papa Francesco, e il secondo armato della voglia di chiacchierare tipica di chi prospera su questa Terra senza sapere bene il perché. Una conversazione al principio normale, classico pippone noioso da treno in cui quello vecchio si lamenta del tempo o di cose tipo la micosi ungueale, quell'altro ancora più vecchio si lamenta a sua volta di qualche callo, e così via fino a raggiungere un'insoddisfatta quiete reciproca. Ma ecco che il primo tipo menziona accidentalmente IL NOSTRO SIGNORE IDDIO. E allora quell'altro commenta mah, io al Signore un ci credo più in questo mondo ignobile, se fosse così bono un morirebbe mai nessuno e il tipo ribatte qualcosa come è perché non tu c'hai la Fede! Chi c'ha la Fede è immortale!, allora l'altro gli fa si more ma tutti, e dove si va un lo sapete neanche voi che siete tutti fissati con codesto Papa Francesco!, così il tipo si offende cercando appoggio in me che, ovviamente, fingo di russare rumorosamente. Quella volta è andata più o meno così.
Nessuno dei due aveva ragione. In realtà io credo che il vero Dio, e cioè quell'insieme storico di eventi e situazioni che ci ha evacuati e che ammanta l'esistenza, sia un essere neutro, freddo, e privo di qualsiasi inclinazione al bene o al male. Non vedo Dio come qualcosa di buono o cattivo, bensì come una forza equilibrata e in contrasto con sé stessa. Penso che questa sia, in un certo qual modo, una conseguenza fica del libero arbitrio: abbiamo la piena facoltà di scegliere da che parte stare, ragion per cui possiamo decidere quale lato di Dio vedere, se quello mostruoso o quello incantevole. E' una nostra scelta, se considerare di più il torbido o il limpido. Possiamo persino, a nostra volta, essere dei: creare storie, fotografie o altri mostruosi bipedi infestanti. Possiamo essere freddi e distaccati, o viceversa appassionati e coinvolti, così come decidiamo di stare al sole o all'ombra. L'emozione è roba umana: nasce dal contatto e libera quantità industriali di muco. Io non verserei mai del serio muco per la morte di qualcuno che non conosco, ad esempio. Se morisse il mio cane, invece, mi reciderei simbolicamente le arterie. Pensandoci bene, capisco anche Gesù. Scende in terra coi più divini intenti e si ritrova ammorbato da una bella meretrice. Lo dico agitando il mio dito ignorante, come i due signori mi hanno ben insegnato a fare. Come in tutte le cose incluso il classico caso del bicchier d'acqua, se ti avvicini troppo rischi di perdertici dentro.

Tornando ai punti 2) e 3), anche l'uomo che è in me apprezzerebbe un gufo domestico.
Oppure un bellissimo, corposo serpente.
No, aspetta: forse un uomo non lo apprezzerebbe, un corposo serpente.

PS: Mi hanno chiesto di approfondire ulteriormente il punto 2), per cui sottolineo: non è colpa mia se tutte le volte che accedo alla home di Facebook vengo invasa da molteplici rappresentazioni fotografiche di gnocca. Alla fine una, anche se è etero, due pensieri se li fa.

xoxo

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